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Allenamento per la velocità nel basket: la routine segreta usata dai professionisti

📅 10 Agosto 2026✍️ di Simone Civinini⏱️ 4 min di lettura

Nel basket moderno, la velocità è diventata un’arma vincente. Non è solo una questione di talento naturale: i giocatori professionisti sanno benissimo che l’esplosività e l’accelerazione si allenano. Ho visto durante i miei anni da arbitro delle giovanili come una piccola differenza nella velocità di movimento potesse cambiare completamente l’equilibrio di una partita. I migliori club, quelli che poi approdano alle categorie serie, hanno tutti qualcosa in comune: una dedizione quasi maniacale verso gli esercizi di velocità.

Come si allena la velocità di partenza nel basket?

La velocità di partenza, quella che ti consente di staccare dalla difesa in mezzo secondo, è quello che gli allenatori chiamano “first step”. Quando lavori sulla velocità iniziale, devi concentrarti sul reclutamento muscolare immediato e sulla tecnica di appoggio.

I professionisti partono da esercizi molto semplici: sprint su brevi distanze, dai tre ai dieci metri. L’importante è la qualità, non la quantità. Preferibilmente di mattina, quando il sistema nervoso è al massimo, si fanno 6-8 ripetizioni da tre metri partendo da fermo. La pausa tra una ripetizione e l’altra deve essere lunga, almeno tre minuti, per permettere al sistema neuromuscolare di recuperare completamente.

Un esercizio che ho visto usare spesso nei centri di formazione è la partenza da diverse posizioni: seduto, in ginocchio, già in movimento. La variabilità è la chiave. I muscoli devono imparare ad esprimersi al massimo in situazioni diverse.

Quali esercizi usano gli atleti professionisti per migliorare la velocità laterale?

La velocità laterale è fondamentale nel basket perché il gioco si sviluppa molto in orizzontale, non solo in profondità. I giocatori devono spostarsi rapidamente da destra a sinistra per seguire l’ala avversaria o per posizionarsi in difesa.

L’esercizio più diffuso è lo “shuffle” con accelerazione: il giocatore procede lateralmente con passi veloci mantenendo una posizione bassa (quella di guardia), poi improvvisamente esplode verso una direzione. Si ripete per 30-40 secondi, riposa due minuti, rifà il ciclo. Un’altra variante prevede di usare scalette di coordinazione: le corde di coordinazione aiutano a migliorare la frequenza di movimento e la reattività.

C’è poi il Metodo dell’interval training|metodo dell’interval training che viene applicato anche alla velocità laterale: brevi esplosioni intense alternate a recuperi attivi. Questo allena il sistema aerobico a sostenere sforzi ripetuti a intensità molto alta, esattamente come accade in partita.

Quanto spesso i giocatori di alto livello si allenano sulla velocità?

Qui mi trovo a scrivere da ex giocatore dilettante e da chi ha visto molte squadre allenarsi dai banchi di arbitro. La risposta non è intuitiva: NON tutti i giorni, anzi il contrario. La velocità è una qualità neuromuscolare, non metabolica, e necessita di recupero completo.

I professionisti dedicano alla velocità pura 2-3 sessioni a settimana, sempre in giornate diverse e mai consecutive. Spesso sono sessioni brevi, 20-30 minuti, ma di qualità altissima. Le altre sedute si concentrano su forza, resistenza, tecnica e tattica. Questo approccio è supportato da decenni di ricerca sportiva e dai risultati concreti delle squadre top.

Durante la stagione agonistica, la frequenza può scendere a 1-2 sedute a settimana perché il carico di partite è già molto elevato. Nei periodi di preparazione estiva, invece, si sale fino a 4-5 allenamenti dedicati.

Quali sono gli errori più comuni nell’allenamento della velocità?

Da quando ho iniziato a studiare il regolamento e poi a osservare il gioco da arbitro, ho notato che molte squadre commettono lo stesso errore: confondono quantità con qualità. Fanno centinaia di sprints alla fine dell’allenamento, quando i giocatori sono stanchi, e pensano di aver fatto un buon lavoro sulla velocità.

In realtà, uno sprint fatto da affaticati non allena la velocità, allena solo la resistenza. La velocità va allenata quando il sistema nervoso è fresco e reattivo. Un altro errore comune è la mancanza di varietà: gli stessi esercizi, gli stessi percorsi, le stesse distanze diventano ripetitivi e il corpo smette di migliorare.

Infine, molti trascurano il lavoro sulla potenza delle gambe. La velocità senza forza è limitata. I migliori giocatori combinano esercizi esplosivi come squat con pliometrici, con lavoro specifico di velocità. La sinergia tra queste qualità è quella che fa la differenza.

Ci sono differenze nel tipo di velocità tra i ruoli?

Una domanda interessante, che probabilmente si pongono gli allenatori più pensanti. Le guardie hanno bisogno di velocità lineare pura perché spesso corrono in lunghezza dal campo. Gli ali laterali, le ali piccole, lavorano moltissimo sulla velocità laterale e sul cambio di direzione. I pivot, i centrali, anche se ricevono meno attenzione quando parliamo di velocità, devono essere esplosivi nei movimenti verticali e negli scatti da fermi.

Questo significa che l’allenamento deve essere specifico per ruolo, anche se i principi di base rimangono gli stessi: qualità, frequenza ridotta, recupero totale.

Domande rapide

Quanto tempo serve per vedere miglioramenti nella velocità? Con un allenamento costante e ben strutturato, i primi risultati visibili arrivano dopo 3-4 settimane.

La velocità naturale si può migliorare dopo i 25 anni? Sì, ma diventa più lenta. I miglioramenti diventano incrementali piuttosto che esponenziali.

Qual è la miglior ora del giorno per allenarsi sulla velocità? Le prime ore del mattino, quando il sistema nervoso è più reattivo e fresco.

Serve integratore per migliorare la velocità? La base è una corretta alimentazione e riposo. Gli integratori sono marginali rispetto a questi fattori.

Simone Civinini

Simone ha frequentato un corso per arbitri di basket quando aveva 20 anni e da allora il regolamento di gioco è diventato la sua passione. Scrive su regole, aneddoti dal campo e storie vissute durante i week-end passati a arbitrare le giovanili. Ex giocatore dilettante.